sabato 31 dicembre 2016

Merry Christmas

“Forse domani”: è il titolo della canzone di questo post. L’ho selezionata perché ho imparato che possiamo scegliere, in qualche occasione, di non fare tutto subito. A volte c’è bisogno di aspettare o, semplicemente, di sapere di poterlo fare. Quello che aspetto con serenità, quest’anno, è l’arrivo del Natale: ho solo voglia di godermi la mia meravigliosa famiglia. C’è Vera, c’è Matteo, ci sono i miei genitori, i miei suoceri, Giulio e Prum. C’è il bisogno di non avere tempi dettati, di fare le cose con calma. C’è la necessità di sentirsi a casa, al sicuro. C’è la gioia di poterlo fare per davvero. C’è l’idea, insomma, che questo Natale sarà probabilmente uno dei più belli che io abbia mai vissuto. Perché, alla fine, ho davvero tutto quello che mi serve per essere felice… Buon Natale a tutti! 

“Maybe tomorrow”: it’s the title of this post song. I selected it because I’ve learned that we can choose, sometimes, not to do everything immediately. At times you need to wait or, simply, to know you can wait. What I’m waiting for, this year, is Christmas: I just want to enjoy my wonderful family. There’s Vera, there’s Matteo, there are my parents, my parents-in-law, Giulio and Prum. I need not to have fixed rules: I just need to do things quietly. I need to feel home, and safe. And I’m peaceful because I can actually do it. I have the idea that this Christmas is going to be the best one of my entire life. Because, in the end, I have everything I want to be happy… Merry Christmas to everyone!

Wetpaint dress
Calzedonia leggings
Prada boots and bag
Hermès enamel bracelet

MUSIC: Maybe Tomorrow, Stereophonics
INSPIRATION: The greatest self is a peaceful smile, that always sees the world smiling back (Bryant H. McGill)

giovedì 22 dicembre 2016

#Pastels


MUSIC: 1901, Birdy
INSPIRATION: Believe that life is worth living and your belief will help create the fact (William James)

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mercoledì 21 dicembre 2016

Talking...

Sono sempre stata un’amante delle parole. Ritengo che saper parlare in base all’interlocutore che ci si trova davanti, poi, sia una prerogativa di pochissime persone. Si tratta di una particolare forma di empatia, un legame che si instaura nel momento stesso in cui ci si guarda negli occhi. Io sono così. Peso sempre le parole in base a chi ho davanti: mi basta guardare come si muove, dove gira lo sguardo, il tono di voce che usa. Non è un’analisi, è davvero una sensazione immediata: è come se i sensi fossero tesi all’ennesima potenza e il cervello captasse ogni minimo segnale, trasformandolo in impulso. Osservo e mi adatto. Guardo e mi adeguo. E sento, nel modo più assoluto, che questa mia peculiarità mi è d’aiuto in molti casi, soprattutto quando serve la calma, specialmente quando si deve cercare il compromesso. In tante occasioni mi immagino mentre grido in faccia alle persone tutte le cose che sento, senza alcun filtro. Poi, però, penso a quel filtro, che mi permette di ponderare le parole, placare il tono della voce, respirare a fondo ed essere quello che ho sempre cercato d’essere: educata, gentile, tranquilla. Parlare, in questi ultimi anni, dove tutto è amplificato e portato all’eccesso, è sempre più l’arte di saper scegliere le parole o, in alternativa, i silenzi. Non c’è cosa più preziosa di chi, se non ha da dire cose che valgono più del silenzio, riesce a scegliere di tacere.

I’ve always been a words lover. Being able to talk based on the interlocutor is a quality of few people. It’s a particular empathy, a connection that you immediately feel from the first glance. I am like this. I’m always weighting up my words based on the people in front of me: I just look at his/her moves, his/her looks, his/her voice. It’s not an analysis, it’s an immediate feeling: it’s like your senses are to the nth degree and your brain is able to understand every message. I look at and I adapt to. I look at and I comply to. And I’m sure that this feature is helpful, especially when you need to stay quiet and to find compromises. Many times, I imagine myself while I shout out everything I feel, without filters. But then, I think about that filter, able to make me weigh my words and calm down my voice and deeply breath. That filter makes me what I’ve always wanted to be: polite, kind, relaxed. Talking, in these last years where everything is amplified, became the art of choosing the right words or the right moment to say nothing. Nowadays the most precious thing is staying silent if your words are less valuable than the silence itself. 

Sun68 cardigan
Diesel ripped jeans
Prada boots and bag
Burberry scarf

MUSIC: Dream On, Depeche Mode
INSPIRATION: Silence speaks when words can’t (Unknown)

martedì 20 dicembre 2016

#MyNightCream


INSPIRATION: I like the night. Without the dark, we'd never see the stars (Stephenie Meyer)

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sabato 17 dicembre 2016

Aims

Ho provato a comprendere. Ho provato ad andare oltre. Ho provato a credere di nuovo. Ho dato tante seconde possibilità. Poi, ad un certo punto, ho deciso che era il momento di arrendersi. Mi sono fermata, ho fatto un bel respiro ed ho accettato la sconfitta. Non sempre la meta è il successo: tante volte, per ripartire, bisogna aver guardato in faccia il fallimento. Gli errori si commettono perché siamo umani e, proprio in virtù di questo, dobbiamo imparare, voltare pagina, andare avanti. Adesso lo so: gli sbagli che ho fatto in questo 2016, anno che mi lascia un’eredità fortissima in termini di nuova forza interiore, saranno la base per costruire un 2017 meraviglioso. Sarò più paziente. Sarò più selettiva. Sarò più accondiscendente. Sarò più propositiva. Sarò più presente. Sarò più me stessa. Investirò di più sulle persone che mi hanno regalato tanti sorrisi. Trascorrerò più tempo con la mia famiglia. Crescerò insieme a mia figlia, regalandole almeno un momento di gioia ogni giorno. Il resto non m’interessa più. È un anno di cambiamento: un cambiamento che inizia da me.

I’ve tried to understand and to go on. I’ve tried to believe again. I’ve given many, new opportunities. At a certain point, I’ve decided to give up. I’ve stopped, I’ve taken a breath and I’ve accepted the defeat. The destination is not always the success: sometimes, to start again, you need to face the failure. Mistakes are part of the human nature, so we would learn from them and move on. Now I know: the mistakes I made in 2016 (a year that gave me a huge legacy in terms of interior strength) will be the base to build a wonderful 2017. I’ll be more patient. I’ll be more demanding. I’ll be more indulgent. I’ll be more present. I’ll be MYSELF. I’ll invest my time on people that made me smile and on my family. I’ll grow up with my daughter, giving her at least a moment of joy every day. The rest doesn’t matter anymore. It’s the year of change: this change starts from myself.

Diesel joggjeans
Ugg ankle boots

MUSIC: New Dawns, Gaia
INSPIRATION: Change is hard at first, messy in the middle and gorgeous at the end (Robin Sharma)

venerdì 16 dicembre 2016